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Franchising e conto vendita

Prima di affrontare il tema del franchising e del conto vendita, è importante chiarire cosa si intende per conto vendita.

Il conto vendita, conosciuto anche come “contratto estimatorio”, è quel contratto regolato dal Codice civile agli artt. 1556-1558, attraverso il quale una parte – “fornitore” -, fornisce all’altra - “rivenditore” -, una o più “cose mobili”, cioè beni o prodotti, il cui prezzo verrà pagato dal rivenditore al fornitore, se e quando i beni saranno venduti al consumatore finale. Diversamente, essi andranno restituiti al fornitore.

Ruolo del rivenditore nel conto vendita

Il rivenditore, ossia colui il quale riceve la merce, non assume il rischio dell’invenduto, dal momento che potrà restituire al fornitore tutto quanto non sia riuscito a vendere.

Inoltre, con il contratto estimatorio o conto vendita - c.d. contratto reale che si perfeziona con la consegna del bene - il rivenditore, pur non essendone il proprietario, dispone liberamente dei beni consegnatigli, potendoli rivendere a terzi, consumatori finali.

Tuttavia, dal momento che il trasferimento a sé della proprietà dei beni avviene nel momento della loro rivendita a terzi o comunque del loro pagamento, i suddetti beni non possono essere aggrediti da eventuali creditori del rivenditore: non possono cioè essere pignorati né tantomeno sequestrati (cfr. art. 1558 c.c.).

Il rivenditore inoltre:

  • è responsabile del buono stato dei beni che detiene in conto vendita, della loro custodia; è l’unico responsabile della gestione e dello stoccaggio dei beni e dei relativi costi di stoccaggio, movimentazione, assicurazione, e deve risponderne in caso di ammanchi;
  • assume il "rischio del perimento", ossia dell’impossibilità di restituire integri al fornitore i beni ricevuti in conto vendita: in tali ipotesi il rivenditore sarà tenuto a pagarne il prezzo, anche se l’impossibilità della loro restituzione non è a lui imputabile (cfr. art. 1557c.c.).

La legge contempera le posizioni delle parti del contratto estimatorio, addossando il rischio della mancata restituzione dei beni sul rivenditore, ed accollando per contro al fornitore il rischio dell’invenduto

È orientamento consolidato quello secondo cui il rivenditore risponde del reato di appropriazione indebita, qualora, scaduto il termine per la restituzione dei beni al fornitore, li trattenga, senza corrisponderne il prezzo.


Vantaggi del conto vendita

Secondo la giurisprudenza (v Cass. civ., n. 1196/2013, Cass. n. 25606/2015), il conto vendita risponde ad interessi di entrambe le parti del contratto:

  • all'interesse del fornitore di avvalersi dell'organizzazione di altri imprenditori per far conoscere e promuovere una più capillare commercializzazione dei propri prodotti;
  • all'interesse del rivenditore di avere a disposizione nel proprio punto vendita un vasto assortimento di beni per la rivendita al consumatore finale, con la sicurezza di poter restituire l'invenduto entro il termine stabilito, andando esente dal pagamento del prezzo.

In altri termini, il rivenditore può disporre di un maggior assortimento, dato che dovrà pagare al fornitore solo quanto è riuscito a vendere, lucrando la differenza fra prezzo stimato e quello di rivendita. Il fornitore, a sua volta, pur sopportando il rischio dell’invenduto, trae vantaggio dalla distribuzione più capillare e dal maggior smercio che tale contratto di regola riesce a procurargli.

Del resto, l’esperienza di questi ultimi anni ha dimostrato, che in periodi di crisi economica e di scarsa liquidità, il ricorso a questa formula si rivela particolarmente vantaggioso per sostenere lo sviluppo del commercio al dettaglio, perché posticipa il pagamento all'avvenuto incasso della merce.


Franchising e conto vendita possono convivere?

I settori economici in cui è più frequente l’applicazione del sistema del conto vendita sono l’editoria (libri/giornali), l’abbigliamento, gli outlet, gli articoli per la casa.

Fatta questa premessa, occorre domandarsi se la formula del conto vendita possa efficacemente innestarsi nel contratto di franchising, senza snaturarlo. Occorre cioè domandarsi se franchising e conto vendita possano convivere all'interno dello stesso rapporto.

La risposta al quesito è senz’altro positiva, fermo restando che, quando si parla di franchising e di conto vendita, si fa riferimento solo ed esclusivamente, per intuitive ragioni, al franchising di distribuzione di prodotti.

La differenza rispetto al franchising tradizionale è la seguente:

  • in quest’ultimo, l’affiliato, che acquista i prodotti da rivendere all’interno del proprio punto vendita dall’affiliante e/o da produttori da questo selezionati, si assume il rischio dell’eventuale invenduto;
  • con il conto vendita, per tutto quanto chiarito in precedenza, l’affiliato azzera il rischio dell’invenduto, dal momento che potrà restituire la merce invenduta all’affiliante.

Ciò non significa tuttavia che l’affiliato azzeri interamente il rischio imprenditoriale. Al pari di qualsivoglia altro affiliato che operi in una rete in franchising che non applica il conto vendita, egli sopporterà i costi della propria attività, effettuerà gli investimenti richiesti dall’affiliante (in termini di allestimento e/o attrezzature del punto vendita), sosterrà le spese di marketing e il costo della fee di ingresso e delle royalties laddove previste dal contratto.  


Franchising e conto vendita: vantaggi

Il conto vendita previsto all’interno di un rapporto in franchising si rivela, per l’affiliante, uno strumento efficace per promuovere nuove affiliazioni alla propria rete. Riduce infatti significativamente le barriere all’ingresso per quanti, anche neoimprenditori, sono allettati dalla prospettiva di non dover sopportare il rischio dell’invenduto, sapendo al tempo stesso di poter fruire dei benefici del franchising:

  • fare affidamento sulla notorietà del marchio della società franchisor
  • beneficiare del suo know how
  • godere del supporto, dell’assistenza e della formazione offerti dalla società franchisor, per inserirsi più agevolmente sul mercato.

In conclusione, la formula del conto vendita nel franchising è una formula che potremmo definire win-win, in cui entrambe le parti conseguono dei benefici.

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