Nella primavera del 2021 alcuni ex franchisee Mc Donald’s Italia, di seguito anche MCDI, hanno segnalato all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) presunte condotte abusive poste in essere da Mc Donald’s Italia, asseritamente perpetrate ai loro danni sin dalla fase delle trattative precontrattuali. Tali condotte si sarebbero verificate anche durante lo svolgimento del rapporto contrattuale – i contratti di franchising nel caso di specie hanno di norma una durata ventennale -, ed altresì successivamente alla cessazione del contratto. Gli ex franchisee hanno contestato dinanzi all’Autorità Antitrust l’abuso di dipendenza economica ai loro danni, invocando l’applicazione della normativa in materia di sub fornitura, in particolare dell’art. 9 della legge n. 198/1992, ritenuta applicabile anche ai rapporti di franchising. Ricorre la fattispecie dell’abuso di dipendenza economica ogniqualvolta si registri un significativo squilibrio nelle obbligazioni contrattuali assunte dalle parti, attraverso l’inserimento nel testo contrattuale di una serie di clausole vessatorie, che si traducono in un ingiustificato vantaggio per una parte contrattuale ai danni dell’altra, in ragione di una nutrita serie di limitazioni, imposte sia in costanza di rapporto, che successivamente alla sua cessazione. Le principali censure rivolte alla società franchisor dagli ex franchisees davanti all’Antitrust, si sono appuntate su 4 macro categorie. Gli ex franchisees lamentano, rispetto alla fase pre-negoziale: Gli ex franchisees di McDonald’s Italia lamentano parimenti, rispetto alle clausole contrattuali: Contestano altresì come eccessivamente gravoso e vessatorio, l’obbligo di rispetto di tutte le politiche aziendali imposte da MCDI, oltre all’obbligo di rispetto delle politiche di prezzo di McDonald’s stessa, in quanto siffatte obbligazioni si traducono in una significativa compressione dell’autonomia imprenditoriale del franchisee. Tra gli obblighi particolarmente gravosi imposti agli affiliati, sono stati altresì segnalati i seguenti: Ben oltre il contenuto delle obbligazioni contrattuali, le prescrizioni dettate da Mc Donald’s Italia ai franchisees, per la gestione dei ristoranti affiliati, sono tali, a giudizio dei franchisees, da azzerare qualsiasi loro margine di autonomia decisionale nell’esercizio della propria attività di impresa. A tal riguardo si cita l’obbligo dei franchisees di utilizzare esclusivamente i fornitori indicati da MCDI, non soltanto con riferimento alle attrezzature e alle materie prime, ma anche a tutti gli altri prodotti necessari all’esercizio dell’attività di ristorazione. Oggetto di contestazione da parte degli ex affiliati, è stata altresì la c.d. “non espandibilità” di fatto applicata dal franchisor a tutti quei franchisees che non si allineino alle prescrizioni ed alla politica di MCDI: ciò si traduce nei fatti, nel diniego di rinnovare alla scadenza contrattuale il contratto di franchising e/o di concedere in gestione ulteriori ristoranti Mc Donald’s: condizione questa ritenuta dagli ex franchisees necessaria per raggiungere un’adeguata profittabilità nella gestione dei ristoranti affiliati. Gli ex franchisees di MCDI lamentano che gran parte degli investimenti effettuati di fatto si traducono in costi irrecuperabili, a tutto vantaggio della società franchisor: con specifico riferimento alle spese sostenute per l’arredamento e le attrezzature dei ristoranti, gli ex franchisees segnalano che di fatto è reso loro impossibile “riconvertire” tali beni all’interno di altre iniziative imprenditoriali, essendo soltanto possibile il loro riacquisto da parte di MCDI a prezzi irrisori (il c.d. Book Value). Sulla base delle segnalazioni pervenute dagli ex franchisees Mc Donald’s, l’Autorità Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti di Mc Donald’s Italia, per presunto abuso di dipendenza economica ai danni dei franchisees affiliati alla rete in franchising Mc Donald’s. Durante la fase istruttoria, la società franchisor ha presentato all’Antitrust una serie di “impegni”. Pur ribadendo la legittimità e la conformità alla legge - anche la Legge n. 129/2004 sul franchising -, dei propri contratti e delle proprie condotte, MCDI si è impegnata a modificare, entro termini predefiniti, talune condotte e il contenuto di talune clausole contrattuali, indiziate di realizzare una fattispecie di abuso economico ai danni dei franchisees. Il tutto con riferimento sia ai contratti in essere che a quelli che saranno in futuro stipulati con nuovi franchisees. L’Antitrust ha considerato gli “impegni” assunti da MCDI - rimodulati a seguito di procedura di consultazione, a cui hanno preso parte sia gli ex franchisees segnalanti che associazioni di consumatori -, come idonei a superare le censure mosse nei propri confronti e quindi atti ad escludere la sussistenza della fattispecie di abuso di dipendenza economica, contestata dagli ex franchisees Mc Donald’s. Essa ha ritenuto che il nuovo modello contrattuale standard, che MCDI si è impegnata ad adottare, è idoneo a contenere il divario tra diritti ed obblighi tra franchisor e franchisees. Inoltre, le modifiche adottate da MCDI sono in grado di assicurare ai franchisees adeguati margini di iniziativa economica nello svolgimento della loro attività imprenditoriale: si pensi alla accresciuta libertà di scelta riconosciuta ai franchisees nella selezione dei loro fornitori, con particolare riferimento ai prodotti che non rappresentano il “core business” della loro attività. L’Autorità Antitrust, per effetto dell’assunzione di impegni da parte di MCDI, a giugno 2022 ha quindi dichiarato chiusa l’istruttoria, senza irrogazione di sanzioni a carico della società franchisor, pubblicando sul proprio sito internet il testo del provvedimento, con cui delibera di rendere obbligatori per MCDI gli impegni presentati. Qui di seguito un breve resoconto dei principali impegni assunti da Mc Donald’s Italia, che si traducono in una modifica di talune clausole del contratto di franchising e/o in una modifica delle condotte adottate sia nella fase precontrattuale che in costanza di rapporto: Volendo tirare le fila del caso sin qui illustrato, particolarmente interessante anche per lo spessore del soggetto coinvolto - Mc Donald’s Italia -, a mio avviso si può senz’altro plaudere all’esito positivo che ha avuto. Tale esito si è tradotto e si tradurrà, attraverso le opportune modifiche contrattuali dei contratti di franchising MCDI, in un sostanziale e più giusto, riequilibrio di diritti ed obblighi tra franchisor e franchisee. E’ emersa con chiarezza, nel caso portato all’esame dell’Antitrust, la necessità che i contratti di franchising, per andare esenti dalla censura di abuso di dipendenza economica, salvaguardino l’autonomia imprenditoriale del franchisee nella gestione del proprio punto vendita affiliato Abuso di dipendenza economica: tipologie
Le condotte adottate da MCDI durante la fase pre-negoziale
Le clausole contenute nel contratto di franchising e/o nel contratto di affitto di ramo di azienda
Le condotte in costanza di rapporto
Le ulteriori condotte alla cessazione del contratto
MCDI e abuso di dipendenza economica: l’intervento dell’Antitrust
Antitrust: gli impegni assunti da MCDI
Conclusioni
che e tutelino gli investimenti economici anche ingenti effettuati dal franchisee; ferma restando la necessità della società franchisor di tutelare contrattualmente il proprio know how, i propri segni distintivi e l’immagine della propria rete agli occhi dei consumatori, che condotte scorrette anche di singoli franchisees potrebbero compromettere.
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